Chiedi a un assistente della tua categoria di prodotto e ti torna indietro un paragrafo. Sembra una questione chiusa, cita un paio di fonti, e quasi nessun marchio sa come sia stato messo insieme.
Qualcuno ci ha costruito un mestiere. Esiste ormai una categoria di servizio dedicata a produrre contenuti pensati perché i modelli linguistici li raccolgano e li citino, e almeno un’azienda la vende con il proprio nome.
L’argomento di vendita, nelle parole di chi vende
La descrizione più chiara della tecnica arriva da chi la vende, non da un critico.
Responsible Statecraft riporta un post su LinkedIn di Daniel Rosenberg, cofondatore dell’azienda Piro Inc. Vi descrive il gesto di chiedere a ChatGPT, Gemini o Perplexity di una categoria e ricevere in risposta un solo paragrafo sicuro di sé. Quasi nessun marchio, scrive nel passaggio citato, ha idea di come quel paragrafo venga costruito, e la sua azienda ha passato mesi a ricostruirlo per reverse engineering. Lo stesso servizio cita il sito dell’azienda, che offre di scrivere contenuti progettati per il modo in cui i modelli valutano la credibilità, sotto l’etichetta «AI Story Optimization».
Entrambe le citazioni ci arrivano attraverso quel servizio giornalistico e non dalle fonti dirette. Il sito dell’azienda non restituisce contenuto leggibile quando lo si consulta: la formulazione qui sopra è quindi ciò che ha pubblicato Responsible Statecraft, non qualcosa che abbiamo confermato sulla pagina stessa.
Togli il rivestimento commerciale e l’affermazione è semplice: i segnali che decidono a quali fonti attinge un assistente si possono fabbricare apposta.
Cosa rende credibile una fonte agli occhi di un modello
La meccanica non è misteriosa, e in parte è proprio questo il problema.
Alice Lee, analista della società di monitoraggio della disinformazione NewsGuard, ha descritto lo schema a Responsible Statecraft: i modelli linguistici privilegiano statistiche e dati concreti, oltre a citazioni e fonti solide, e questi articoli hanno tutto questo. Ha definito la presentazione un’imitazione perfetta di un think tank americano credibile, fino al nome generico, all’impaginazione e alla combinazione di rosso, bianco e blu.
La ricetta è dunque tono neutro, note a piè di pagina, indice, cifre concrete e un nome che suoni istituzionale. Ognuno di questi segnali è un sostituto della credibilità, non la credibilità stessa, e ognuno è producibile da chiunque sia disposto a metterci il lavoro.
Come appare la tecnica su larga scala
Il servizio che ha portato la cosa alla luce ha esaminato un sito che si presenta come istituto di ricerca e pubblica report con note, indice e registro neutro.
Il punto è il volume. Nelle settimane successive all’avvio della pubblicazione, il 6 agosto 2026, sono usciti oltre 100 report, nessuno firmato da un autore. Responsible Statecraft ha passato 12 articoli scelti a caso nello strumento di rilevamento GPTZero: 11 sono risultati segnalati come scritti da IA con confidenza alta, uno con confidenza moderata.
Cento documenti dall’aria plausibile non sono più un’impresa costosa. È questo lo spostamento. Produrre un corpus abbastanza ampio da sembrare un’istituzione affermata prima richiedeva un’istituzione.
Cosa lo distingue dallo spam SEO
Lo spam da motore di ricerca classico competeva per una posizione in un elenco. Il lettore vedeva comunque dieci risultati, poteva notare che uno sembrava povero e cliccare altrove.
Un assistente non presenta dieci opzioni. Compone una risposta, e le fonti da cui ha attinto si comprimono in una o due frasi di attribuzione, ammesso che compaiano. Una fonte che riesce a sembrare autorevole non si limita a posizionarsi accanto a quelle vere: diventa parte della risposta, e il lettore non ha modo evidente di pesarla.
La seconda differenza è la durata. Una pagina si può togliere da un indice di ricerca. Ciò che un modello ha assorbito durante l’addestramento, o ciò che un sistema di recupero continua a preferire, non si ripulisce sugli stessi tempi.
Cosa non si sa
Nessuno ha pubblicato un dato su quante volte questo materiale sia effettivamente comparso nelle risposte IA. Il servizio dice che assistenti come ChatGPT, Gemini e Copilot sono stati influenzati da siti simili, che non è la stessa cosa di un risultato misurato per questa operazione.
Se qualcuno ti dà una percentuale di efficacia per questa campagna, chiedi da dove viene. Da quanto è stato pubblicato, quel dato non esiste.
Cosa significa se il marchio sei tu
Non puoi verificare la strategia di citazione di un concorrente come verifichi i suoi link in entrata, e nessuno strumento di SEO classico ti mostrerà una fonte sintetica di cui un modello si fida.
Quello che puoi fare: guardare cosa dicono oggi gli assistenti sulla tua categoria, su quali fonti si appoggiano e se sono quelle che ti aspetteresti. Se nella risposta compare un’istituzione di cui non hai mai sentito parlare, dieci minuti per capire chi c’è dietro sono ben spesi. La tecnica descritta qui funziona solo finché nessuno controlla.
E sul lato della tentazione, l’ovvio: la stessa ricetta è alla portata di qualunque marchio disposto a costruirsi un’autorevolezza fasulla. È anche il genere di cosa che diventa un articolo con dentro il tuo nome, appena un analista della disinformazione apre le note legali in fondo alla pagina.
Fonti
- Responsible Statecraft (Quincy Institute), servizio di Nick Cleveland-Stout: https://responsiblestatecraft.org/israel-influence-chatgpt/ (consultato il 26 agosto 2026). Origine del post citato di Rosenberg, della descrizione del servizio di Piro Inc., delle dichiarazioni di Alice Lee, del numero di report e della data di avvio, e dei risultati GPTZero. Nota: Responsible Statecraft è la rivista del Quincy Institute, che sostiene una posizione dichiarata in politica estera; i dati qui citati sono il suo lavoro giornalistico. La fonte esiste solo in inglese: le citazioni sono traduzione propria.
